Dagli anni ’80 ad oggi sono molte le realtà in Italia che si occupano di assistere e sostenere pazienti terminali. A Palermo la Samot Onlus, Società per l’Assistenza al Malato Oncologico Terminale, da trent’anni offre interventi domiciliari che puntano ad un approccio di tipo olistico che abbraccia diversi ambiti dell’assistenza: oltre al supporto sanitario, sono previste azioni mirate all’aiuto esteso alla famiglia del paziente, affiancandola nelle fasi finali della malattia e oltre.

La SAMOT Onlus ha presentato l’evento socio culturale “Dedicare”, presso Villa Branciforti Butera a Bagheria, in collaborazione con il Comune di Bagheria, con l’intento di contribuire al sollievo dal dolore sociale di cui le persone affette da patologie croniche degenerative, e i loro familiari, sono portatori. Ospiti d’onore all’incontro di beneficenza sono state due donne, una poetessa e una scrittrice, che hanno vissuto la malattia ed hanno testimoniato, attraverso l’arte e le sue forme, che è possibile restituire un’immagine positiva dei percorsi di malattia e che è doveroso accompagnare la persona malata avendo cura del loro percorso di vita.

Nel corso dei lavori sono stati letti, infatti, brani del libro di Maria Agrippina Amantia “Viva la vita. Ammalarsi di tumore senza libretto di istruzioni”, scrittrice scomparsa recentemente a causa di una malattia; e presentati i disegni dell’artista Gabina Pavlatova, in mostra presso i locali di Villa Branciforti Butera. “L’oggetto di questa manifestazione – ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Bagheria, Romina Aiello – è il dedicare, come la cura che la Samot dedica ai propri pazienti e che rende omaggio a tutti loro. E’ un lavoro duro di accettazione continua, che tutti siamo chiamati ad affrontare”.

“Nel settore delle cure palliative – ha dichiarato Tania Piccione, Coordinatrice regionale della Samot – la Sicilia è seconda solo alla Lombardia. La storia dell’assistenza al malato terminale è lunga: si parte da una fase in cui la persona malata era completamente abbandonata. Oggi è possibile stabilire come luogo d’intervento privilegiato la propria casa, in cui il paziente ritrova la vicinanza dei propri affetti e dove la Samot offre una forma di accompagnamento globale, che si estende a percorsi psicoterapeutici per la persona malata e la famiglia, sia durante la fase dell’assistenza che dopo la morte”.

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